La bussola che guida ogni scelta su quando e come l'intelligenza artificiale entra in una lezione, spiegata principio per principio.
01
Uno strumento, non un fine
L'intelligenza artificiale non entra in classe come fine, ma come strumento al servizio dell'apprendimento.
In pratica: prima si definisce cosa gli studenti devono imparare, poi si valuta se e quale IA serve a quello scopo — mai il contrario. Se un obiettivo si raggiunge meglio senza IA, si procede senza IA.
02
Si parte dalla disciplina, non dallo strumento
Ogni intervento parte da un contenuto disciplinare reale e da un obiettivo didattico definito dal docente.
In pratica: la codocenza inizia da una conversazione sul programma e sulle difficoltà reali di quella classe, non da una demo di un nuovo strumento in cerca di un'applicazione.
03
Si affianca, non si sostituisce
L'esperto di tecnologie didattiche non sostituisce il docente: lo affianca nella ricerca di modalità nuove.
In pratica: la responsabilità didattica resta condivisa e paritaria durante tutta la codocenza; l'esperto porta competenza tecnologica, il docente la conoscenza della disciplina e della classe.
04
Il valore prima della novità
L'IA si usa quando aggiunge valore al processo di apprendimento, non perché è una novità.
In pratica: davanti a ogni proposta ci si chiede cosa cambierebbe per gli studenti se lo strumento non ci fosse. Se la risposta è “niente”, lo strumento non entra in classe.
05
Studenti attivi, non utenti passivi
Gli studenti non sono utenti passivi: interrogano lo strumento, ne verificano le risposte, ne valutano criticamente i risultati.
In pratica: le attività chiedono di mettere alla prova l'IA — trovare l'errore, confrontare fonti, motivare un dissenso — non solo di accettarne la risposta.
06
Ogni intervento lascia un seme
Ogni intervento lascia un seme: una pratica che il docente può riconoscere, adattare e riusare in autonomia.
In pratica: al termine di ogni codocenza si documenta cosa resta — una scheda in “Semi in classe” — così che il docente possa riproporre l'attività anche senza l'esperto in aula.
“Non chiediamo quanta tecnologia è entrata in classe. Chiediamo cosa è rimasto quando l'intervento è finito.”