Strumenti di lavoro aperti per documentare, condividere e riproporre i semi all'interno della nostra scuola.
La struttura comune con cui ogni intervento di codocenza viene documentato in "Semi in classe" e nell'Atlante. Undici campi, pensati per raccontare non lo strumento, ma il percorso didattico.
Una traccia per l'esperto e per il docente durante la codocenza: non misura lo strumento di IA, ma cosa cambia nell'apprendimento mentre è in uso.
| Dimensione | Cosa osservare | Segnali di crescita |
|---|---|---|
| Partecipazione | Chi interviene e come cambia nel corso dell'attività. | Più studenti intervengono spontaneamente; le domande non arrivano solo dagli stessi due o tre. |
| Autonomia | Quanto gli studenti dipendono dalla guida del docente o dell'esperto per usare lo strumento. | Gli studenti impostano da soli il passo successivo, senza attendere istruzioni puntuali. |
| Qualità delle domande | Se le domande poste allo strumento diventano più precise nel corso dell'attività. | Le domande si spostano dal generico ('dammi la risposta') al mirato ('perché questa risposta è plausibile?'). |
| Verifica critica | Se gli studenti controllano o mettono in dubbio quanto restituito dallo strumento. | Gli studenti confrontano la risposta con altre fonti o la rimettono in discussione senza sollecitazione. |
| Ruolo dello strumento | Se l'IA resta un mezzo per il contenuto disciplinare o diventa il centro dell'attività. | A fine attività si parla ancora della disciplina, non dello strumento usato. |
Quando un intervento usa un prompt o una configurazione specifica, viene pubblicato insieme al contesto didattico che gli dà senso — mai da solo. Qui sotto, tre modelli di seme che mostrano come si documenterà un intervento reale: non sperimentazioni già svolte, ma esempi di come una domanda didattica può diventare un seme.